About me

Come la vedo io

Ho sempre provato una grande soddisfazione a lavorare con le mani. In maniera completamente inconsapevole, i materiali con cui fare le cose hanno, fin dall’infanzia, occupato la mia attenzione perché erano il territorio fertile della curiosità.

Questo aspetto è tuttora predominante nel mio modo di considerare il fare arte, è la caratteristica imprescindibile di coloro che considero artisti.

Con questo sentire ho cominciato a ritagliare, impastare la creta dei produttori di tegole, intagliare i pezzi di legno regalati dai falegnami, riempire con gessetti o matite i fogli di carta, ed è lo stesso sentire con cui ancora oggi esercito la mia curiosità.

Ho una grande ammirazione per gli artigiani, detentori del sapere sui materiali, sapere da cui gli artisti hanno tratto la maestria per essere considerati tali, prima dell’affermarsi della arroganza intellettuale di fermarsi alla sola produzione di idee.

Note biografiche

Il suo esordio espositivo risale al 1987, anno in cui, al termine degli studi artistici, viene selezionato per la partecipazione al “Premio Lìons-Brera” e per l’esposizione “1° Laboratorio” presso la galleria S. Fedele di Milano. dedicata ai giovani artisti emergenti. 

Patrizio Vellucci nasce a Gaeta nel 1948 e dipinge in qualità di autodidatta fìn da ragazzo sviluppando prevalentemente una attività di ritrattista in cui si esprime la sua capacità di disegno. 

La sua Laurea in Ingegneria lo indirizza ad una attività di tipo manageriale, per la quale nel 1979 si trasferisce a Milano. dove avviene il suo incontro con l’arte contemporanea. 

Il dinamismo culturale della Città lo spinge ad intraprendere una formazione artistica presso la “Accademia di Belle Arti di Brera”. il cui diploma in pittura consegue con lode nel 1986. A partire da quella data le sue presenze pubbliche hanno carattere sporadico e discontinuo, fino all’abbandono della carriera manageriale ed al definitivo abbraccio della carriera artistica. 

Dal 2001 è presente come pittore e scultore in numerose esposizioni collettive, in concorsi a rilevanza nazionale ed in mostre personali sia in Italia che in Svizzera. 

Nella sua opera sviluppa particolarmente il suo interesse per la “percezione”, tema che, parallelamente, occupa i suoi studi anche in campo psicologico-formativo.